Nadia Farina cresce tra eredità forti e contrastanti: da un lato il senso delle regole, dall’altro un’irriducibile insofferenza alle convenzioni. In questo equilibrio inquieto si inserisce l’incontro decisivo con Padre Candido, guida discreta capace di accogliere la sua natura libera senza comprimerla. Da un primo ricordo in una stanza d’ospedale nasce un dialogo che attraversa gli anni, fatto di parole semplici e profonde, che diventano orientamento nei momenti più incerti. Quel “forse”, lieve e mai imposto, si trasforma in una chiave di lettura del mondo, un invito a restare aperti alla complessità dell’umano. Tra arte, inquietudini e ricerca spirituale, prende forma un legame intenso, sospeso tra amicizia e crescita, in cui fede e dubbio convivono e la verità si affida, sempre, a un atto di fiducia.