Il cammino di Padre Candido
Un cappuccino sui generis all’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona – Salerno
Quando si ripercorrono le pagine della storia di una città, accade talvolta di incontrare figure che trascendono il proprio tempo, lasciando un segno che si proietta ben oltre la loro epoca. Sono uomini la cui visione, tradotta in gesti di straordinaria generosità e responsabilità civile, ha saputo orientare il destino di un’intera comunità. Tra queste presenze, Salerno annovera Padre Candido Gallo. Molti cittadini, in particolare tra le generazioni più adulte che hanno conosciuto l’esperienza dell’ospedale, ne ricordano ancora oggi il nome e la figura. Padre Candido Gallo — cappuccino dalla lunga barba bianca — visse gran parte della sua vita presso l’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, dedicandosi ai malati, al personale sanitario e a numerose iniziative di carattere spirituale e culturale. Figura per certi versi misteriosa, lo si vedeva talvolta attraversare i corridoi dell’ospedale, avvolto nella sua tonaca marrone e sorretto da un bastone, lasciando dietro di sé un’aura sospesa, quasi fuori dal tempo. Testimone instancabile della storia, è autore, tra l’altro, di Salerno ore 1.52, pubblicato nel 1955 e più volte ristampato. Il titolo richiama la notte del 26 ottobre 1954, quando, all’1.52, l’orologio del campanile della chiesa dell’Annunziata si fermò: l’alluvione aveva travolto la parte orientale della città. Giovanissimo e a Salerno da appena un anno, Padre Candido iniziò il suo apostolato proprio in quei giorni drammatici, benedicendo le salme e offrendo conforto a chi aveva perso tutto. Fu testimone diretto di eventi che misero a dura prova il suo animo, ma anche di straordinari gesti di solidarietà e umanità. Padre Candido non raccolse soltanto notizie: scrisse ciò che vide, ascoltò e toccò. Raccontò corpi straziati dalla furia delle acque, urla disperate e preghiere, ma anche episodi di coraggio e solidarietà, restituendo dignità e voce a una comunità ferita. Accanto alla cronaca, nei suoi scritti trovano spazio la fede e la memoria dei luoghi, raccontate con rigore, onestà e rispetto, senza sottrarsi alle verità più difficili. In essi convivono il rigore documentario, l’attenzione al passato e una sorprendente apertura al pensiero moderno, libera da pregiudizi. Cappuccino sui generis, uomo di grande umanità e saggezza, fu sempre guidato dall’amore per la verità e per la vita. Le sue opere, oggi in parte introvabili, rappresentano un patrimonio prezioso per studiosi e appassionati, anche per la ricchezza di documenti, immagini e dettagli topografici. Questo volume – con la prefazione di Gianni Maritati, giornalista RAI e scrittore – nasce dal desiderio di preservarne e raccontarne l’eredità, intrecciando il ritratto pubblico dello studioso con quello più intimo di amico, consigliere e guida spirituale, capace di lasciare un segno profondo e duraturo in chi ebbe modo di conoscerlo. Il libro offre inoltre una ricognizione completa degli scritti di Padre Candido. E, come sarebbe piaciuto a Padre Candido, i proventi del libro saranno devoluti a una finalità benefica: Brio Housing, progetto dedicato all’autonomia e all’indipendenza di giovani adulti autistici e delle loro famiglie.
20,00€
Descrizione
| Autori | |
| I.S.B.N. | 978-88-85604-50-67-4 |





